L’integrazione dei veicoli autonomi richiede un’infrastruttura che non presupponga la presenza di un conducente.
Sono necessarie API per il controllo da remoto indipendenti dall’hardware, monitoraggio in tempo reale dello stato dei veicoli, aggiornamento della telemetria su richiesta e workflow di manutenzione progettati per operazioni non presidiate.
Gli operatori che pianificano l’introduzione di veicoli autonomi hanno bisogno di capacità concrete di controllo e monitoraggio già pronte per l’integrazione, non di promesse tecnologiche prive di implementazioni operative.
La piattaforma mette a disposizione l’infrastruttura di base necessaria agli operatori che intendono introdurre veicoli autonomi. I comandi di controllo remoto vengono indirizzati attraverso il livello di astrazione hardware. La piattaforma genera i comandi di apertura, chiusura e immobilizzazione e il sistema autonomo registrato li riceve attraverso un’interfaccia standardizzata. Il monitoraggio dello stato del veicolo rende disponibili i dati telemetrici senza presupporre la presenza di un conducente. Il workflow di manutenzione supporta gli interventi su flotte non presidiate: l’operatore crea una richiesta, la assegna a un tecnico o addetto umano e ne monitora la risoluzione.
L’architettura è quindi pronta per integrare i sistemi autonomi scelti dall’operatore, senza dipendenza da un fornitore specifico o necessità di sviluppi personalizzati.
Un operatore pianifica l’introduzione graduale di veicoli autonomi.
Nella prima fase gestisce una flotta tradizionale con apertura e chiusura da remoto. Nella seconda fase avvia un progetto pilota con cinque veicoli autonomi controllati da un sistema proprietario.
Il sistema di controllo autonomo viene registrato nella piattaforma come nuova tipologia di gestore hardware. L’operatore configura i parametri di connessione e associa le API del sistema autonomo ai comandi standard di apertura, chiusura e immobilizzazione di Playmoove.
La piattaforma gestisce i veicoli autonomi nello stesso modo di quelli tradizionali: stesso flusso di prenotazione, stesso sistema di monitoraggio e stesso workflow di manutenzione.
Quando un veicolo autonomo necessita di un intervento, come la sostituzione della batteria, la pulizia o la calibrazione dei sensori, l’operatore crea una richiesta di manutenzione, la assegna a un addetto e ne monitora il completamento.
Il passaggio da una fase all’altra non richiede alcuna migrazione: l’infrastruttura è predisposta fin dal primo giorno.